Recensione: La scuola delle parole Autore: Nunzia Sorrentino Collana: Orion - editore: Delrai - 2026
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Tito: La scuola delle parole
Autore: Nunzia Sorrentino
Collana: Orion
Genere: Narrativa
Pagine: 80
Editore: Delrai
Formato: Copertina flessibile,
14.8x21 cm.
Prezzo: 14,00 €.
ISBN: 9788855422208.
Trama
Nel cuore di un bosco sorge un
luogo insolito: la Scuola delle Parole, dove persone provenienti da ogni parte
del mondo arrivano per ritrovare la propria voce. Quando Marie varca quel
cancello con il piccolo Adam, porta con sé una speranza fragile e una domanda
che nessuno sembra riuscire a sciogliere. Il direttore della scuola, monsieur
Mot, ha costruito la sua vita insegnando agli altri a parlare. Ma questa volta
si trova davanti a qualcosa che non aveva mai incontrato. Tra silenzi carichi
di significato, incontri inattesi e scoperte sorprendenti, la Scuola delle
Parole diventerà per tutti un posto in cui imparare che le parole non sono
soltanto quelle che si pronunciano. E che, a volte, la voce più importante è
proprio quella che nasce nel cuore.
Recensione a cura
di
Elettra G. Gray
Ebook donato dalla casa editrice
per una recensione onesta.
Una
lettura delicata, potente e imprescindibile
La
scuola delle parole di Nunzia Sorrentino è uno di quei libri che si
leggono in poche ore, ma che restano nel cuore del lettore molto più a lungo.
Un testo breve solo in apparenza: in appena 80 pagine riesce a racchiudere uno
spessore emotivo e una ricchezza tematica davvero sorprendenti.
La scrittura è
curata, elegante e al tempo stesso accessibile. Si percepisce chiaramente il
lavoro minuzioso che c’è dietro ogni frase, ogni immagine, ogni silenzio. Sì,
perché in questo libro anche i silenzi parlano — e forse sono proprio loro i
veri protagonisti.
La storia della
Scuola delle Parole è originale e costruita con grande sensibilità. L’idea di
un luogo in cui le persone imparano (o reimparano) a comunicare non solo
attraverso il linguaggio verbale, ma anche tramite emozioni, gesti e presenza,
è sviluppata in modo intelligente e mai banale. I personaggi sono ben
caratterizzati, ciascuno con le proprie fragilità e sfumature, e risultano
autentici, vivi.
Marie e il piccolo
Adam rappresentano il fulcro del romanzo: il loro percorso è toccante, mai
forzato, e affronta con grande rispetto una tematica importante e attuale,
quella della comunicazione e delle sue infinite forme. Il messaggio che emerge
è forte e necessario: non esiste un solo modo giusto per esprimersi, e spesso
le parole più importanti non sono quelle che si pronunciano.
Ho apprezzato molto
anche la dimensione fiabesca del racconto, che lega la realtà al simbolismo, e
rende la lettura ancora più trascinante e allettante.
Se proprio devo
trovare un appunto, avrei gradito un approfondimento maggiore su alcuni
aspetti, come l’aibofobia, (non tutti ne conoscono il significato) che viene
citata ma non del tutto esplorata. Tuttavia, questo non toglie valore a
un’opera già di per sé completa e significativa.
Devo dire che fin
dall’incipit ho amato questo libro che consiglio sinceramente: originale, ben
scritto e capace di lasciare qualcosa di apprezzabile. Se fosse possibile,
avrei dato anche più di cinque stelle.
Complimenti all’autrice





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